Benvenuto nel sito del Convento di S.Egidio

 

In bella posizione, nel mezzo della campagna montefuscana e circondato da vigneti di Greco di Tufo, sorge il Convento dei Cappuccini, detto comunemente di "S.Egidio", ma la sua chiesa è dedicata alla Madonna delle Grazie. Fu fondato nel 1625 su richiesta dell' Università (Comune) di Montefusco, presentata all'Arcivescovo di Benevento, che era allora Mons. Alessandro di Sangro, col nulla osta dei Conventi preesistenti a Montefusco e nella zona, e dietro autorizzazione del predetto arcivescovo. Fu scelto il sito attuale, perché colei che promosse la costruzione del Convento possedeva un terreno coltivato ad orto e boscaglia e un'osteria nei pressi del luogo dove, almeno fin dal 1426, si svolgeva, dal 24 Agosto al 1° Settembre, un'accorsatissima fiera, detta di "S.Egidio". La benefattrice, Sovrana de Blasio, originaria di Grottaglie e vedova di un soldato fiammingo, tal Claudio Tordiglione, oltre a mettere a disposizione il proprio terreno, offrì tremila ducati per la costruzione del convento. La natura argillosa e franosa del terreno ostacolò i lavori di costruzione e comportò quasi una rifondazione del convento. Nel 1671, l'Arcivescovo di Benevento, Mons. Giovan Battista Foppa, donò ai cappuccini una statua di S. Antonio, che ancora oggi si venera in tutta la zona, al punto che la chiesa è considerata un piccolo santuario del Santo di Padova. Il convento di S. Egidio non provò la soppressione del 1808, ma subì, con alcune conseguenze, quella del 1867. Grazie all'opera di P. Ludovico Acernese, il convento e la chiesa non furono mai abbandonati, anzi si incrementò il concorso di popolo; per ispirazione della Beata, Teresa Manganello, assidua frequentatrice della Chiesa di S. Egidio, e per volontà del predetto Padre Ludovico, sorse, nel 1881, la Congregazione delle Suore Terziarie Immacolatine di Pietradefusi. A fine secolo XIX il Convento di S. Egidio sembrava destinato all'abbandono e alla chiusura, perché la Provincia Cappuccina di Napoli, cui apparteneva, non era in grado di tenerlo aperto a causa della soppressione. P. Acernese pregò allora il Provinciale dei Cappuccini di S. Angelo- Foggia, P.Pio da Fragneto l'Abate, di mandarvi dei frati e così il Convento e la Chiesa, dopo un anno di abbandono, furono riaperti: era il 5 novembre del 1900.